Home > In evidenza, news ATA, Rubrica di "Torquemada" > Torquemada spiega a tutti i miopi le ragioni del ricorso e i veri responsabili a cui i CS dovrebbero chiedere spiegazioni!Ora anche la parabola..
9 luglio 2010 alle 7:00

Torquemada ai CS di Ruolo:

Non ci vogliamo scusare con  nessuno, anzi, dovrà essere il MIUR a scusarsi con voi, perché per ben due volte, chiamato a giudizio, non ha avuto nemmeno il buon gusto di presentarsi, nè di difendersi in giudizio. Coloro che hanno aderito a questo ricorso sono persone, con età media che va dai 30 ai 45 anni, precari ormai da un lasso di tempo che supera la decennalità, e non con solo 24 mesi di servizio come si legge da informatissime (?)  personalità che girano in alcuni forum, che rischiano di non lavorare più. Persone che firmerebbero addirittura col sangue un contratto a tempo indeterminato come collaboratore scolastico. Molti di noi, prima di entrare nel mondo della scuola, avevano determinati percorsi di vita  a cui spesso hanno dovuto rinunciare in quanto, dopo essere entrati a lavorare nella Pubblica Istruzione, si son trovati come “sposati” ad un sistema che non permetteva, e tutt’ora non permette, tra le altre cose, di avere un’altra occasione in altri campi. Questi precari sono entrati a lavorare presso le scuole in tempi in cui dopo pochi mesi, si diceva, o almeno i sindacati ribadivano, il posto poteva dirsi quasi assicurato (molti collaboratori scolastici che hanno almeno quindici anni di anzianità possono confermare questo). Successivamente sono state emanate graduatorie, allestite graduatorie (chi non ricorda il famoso D.M 75 del 2001, graduatoria provinciale ad esaurimento? Bene, ora ve lo ricordate, a patto che sappiate leggere), la prima fascia o graduatoria permanente.. Per qualche anno, le assunzioni son state regolari. Poi, il primo blocco. I posti erano disponibili, ancora non vi era nell’aria odore di epurazione e nessuno urlava al fannullone, distruttore della Società Economica Italiana e Sire di Mordor. Così si è cominciato a tagliare in maniera sconsiderata, senza tener conto delle necessità di ogni scuola, e tutti ne siete testimoni, precari e non. I nostri anni si sono accumulati, i pochi rimasti superstiti adesso si son trovati a dover affrontare oltre il loro datore di lavoro sotto forma di nemico col fucile spianato sulle loro gambe, anche all’applicazione dopo ben tredici anni all’articolo 59, che permette la progressione di carriera esclusivamente riservata a coloro che sono di ruolo. Qualcuno ha provato a rivolgersi ai sindacati e le notizie riportate sono molto pittoresche, ve ne cito una: quella di un collega che, chiedendo letteralmente aiuto per il suo posto minacciato (oltre dai tagli, anche da questo concorso), si sente rispondere: “Stia tranquillo, vi si liberano i posti da bidello” – Guardi che stanno tagliando forsennatamente  anche loro ed io in prima fascia sono in fondo! Le braccia si allargano, la mascella cade e la vita se ne va via come il posto. Ci vogliamo rendere conto che pure un posto da bidello a tempo indeterminato è l’ideale per il precario scolastico italiano? Dai facciamo cambio!!.. e spesso, si parla di persone qualificatissime, con lauree e specializzazioni in svariati campi. Vi chiedo, cosa avreste fatto voi? Alcuni stanno già rispondendo con pernacchie, insulti e coloriti aggettivi rivolti ai nostri parenti e, ammettiamolo, è facile. D’altra parte non ci aspettavamo carezze da voi, che pur di avanzar carriera ( per carità legittimissimo, se non per il fatto di un bando che normativamente è illegale: scritto dal vicino di casa) non avete pensato al collega precario accanto. Noi semplicemente non siamo andati tre metri sopra il cielo perché i tetti sono già affollati ma  siamo quelli lì , pronti a salirci per difendere il posto di lavoro. In quel caso avremmo attirato le vostre simpatie e compatimenti e discorsi da fare a tavola con la famiglia; tutti a correre in edicola per vedere il collega o l’amico se è stato sbattuto in prima pagina magari fatto scendere giù dal poliziotto chiamato dal Provveditorato per far sgombrare il campo

. Invece siamo andati dagli avvocati del diavolo e così siamo diventati i cattivi. Ci abbiamo provato. La nostra è una guerra tra cavernicoli, solo che noi ora abbiamo scoperto il fuoco, e lo stiamo utilizzando.

Comunque, scusate la digressione, vi ripongo la domanda, non sia mai che vi fosse malauguratamente sfuggita:

nella nostra situazione, cosa avreste fatto?

E non venite a tirarci fuori discorsi di solidarietà e fratellanza, voi siete gli ultimi a doverceli fare.

La parabola di Torquemada(ultimo tentativo disperato di farci capire)

Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:

«Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno»

Dio condusse il sant’uomo verso due porte.

Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno.

C’era una grandissima tavola rotonda.

Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.

Il sant’ uomo sentì l’acquolina in bocca.

Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato.

Avevano tutti l’aria affamata.

Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.

Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano

accostare il cibo alla bocca.

Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.

Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.

Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì.

La scena che l’uomo vide era identica alla precedente.

C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l’acquolina.

Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.

Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.

Il sant’uomo disse a Dio :

«Non capisco!»

- E’ semplice, – rispose Dio, – essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé’ stessi….ma permette di

nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri!

Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi…

Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura…La differenza la portiamo dentro di noi.

Mi permetto di aggiungere…

“Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi.

I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.

Mahatma Gandhi.


Torquemada

Articoli simili

Commenti chiusi.

Cerca

Calendario

luglio: 2010
L M M G V S D
« giu   ago »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Fratelli d’Italia ?

"Fratelli d'Italia?", il libro dell'informatissimo anonimo sulla secessione della Padania che sta facendo tremare il Palazzo, e non solo.
Non a caso le vicende raccontate nel libro stanno trovando conferme nei fatti degli ultimi mesi.

Articoli recenti

Guarda i video

Tg2.it Assistenti Tecnici

Brunetta ai precari:”Questa è la peggiore Italia”…e va via senza rispondere!

“Il giorno prima” – Preghiera di Celentano sul nucleare (anteprima Annozero 17/03/2011)

chi ci linka