Home > news, news dal mondo > Ci è giunta questa lettera a Norman come commento…A noi sembra giusto publicarla come un articolo
23 settembre 2010 alle 6:00

Caro Norman, ti scrivo
di CLAUDIO ZARCONE

Stavo scrivendo in questi giorni il mio ultimo libro di riflessioni sulla vita. Scrivevo che dio si manifestava in me attraverso i miei due figli, autentica luce dei miei occhi.
Dicevo anche che per me dio suonava il basso elettrico, lo stesso strumento che suonavo io da giovane.
Con la morte di Norman ho capito che dio ha le corde del basso scordate, farebbe bene ad accordarle per evitare altro dolore ad altri padri di famiglia.
Norman viveva per la filosofia e per la musica, non era un depresso o un fragile come magari qualcuno vorrebbe farlo passare (che idiozia): egli aveva, semmai, una dimensione civile ed eroica della vita.
Norman ha avuto due “attributi” grossi così. Ci vogliono “attributi”, infatti, per vivere e morire come ha fatto mio figlio, io non ci riuscirei. Ci vogliono coglioni per immolarsi per una causa, che esula dalle aspirazioni individuali e che invece riverbera una condizione collettiva. Tu non volevi guadagnare stipendi esorbitanti o diventare a tua volta un barone universitario – me lo dicevi sempre – tu volevi dedicarti agli altri nel nome della filosofia e della verità, per 1200euro al mese.
Lo studio, la lode, la filosofia come faro per orientarsi nella vita, la musica per esprimere i segnali che provenivano dal tuo profondo, a differenza di altri che – la scoperta è di questi giorni ad Economia a Palermo – si facevano caricare degli esami mai sostenuti, da alcuni amici che lavoravano nelle segreterie dell’università. Tutto l’opposto. Norman studiava otto ore al giorno, anche nove, dieci, non era un bamboccione e per guadagnarsi qualche spicciolo faceva anche il bagnino, a venti euro al giorno, per dodici ore al giorno. Ultimamente si portava dietro, approfittando della mezz’ora di pausa, “La costruzione logica del mondo” di Rudolf Carnap (la sua tesi di dottorato era infatti sul rapporto fra linguaggio ed epistemologia). Trovava sempre il tempo di studiare perché lo studio per lui non era un obbligo, una fatica, una rottura, ma era la sua dimensione esistenziale, insieme alla musica (e negli ultimi anni anche il giornalismo d’inchiesta). Faceva il bagnino per apprendere “l’etica del lavoro”. Questo mi diceva.
Gli amici lo chiamavano “Zuzzurellone”, a dimostrazione che Norman fosse un giovane  scherzoso, innamorato della vita, non un depresso o giù di lì. Pieno di vita, capace, lo ha definito il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Vittorio Corradino, quando mi ha consegnato la tessera del collega Norman.
La sua morte – e lui lo aveva confidato agli amici – voleva essere un gesto eclatante, un messaggio indirizzato alle baronie universitarie che avvelenano in cervelli più puri e veri, come quello di Norman, il quale in questi giorni aveva composto la colonna sonora di un documentario filmato da un giovane regista.
L’enigma del mago. Un paio di giorni prima di morire Norman aveva mandato questo sms ai suoi amici, tutti, contenente un enigma: “Un mago, il quale che non sbaglia mai le sue previsioni, prevede durante un sogno la sua morte, che sarà per impiccagione. Il giorno seguente il re decide di eliminare dal regno ogni forma di pena di morte, però tranne quella per impiccagione. A tal punto, il mago, preoccupato, escogita un piano per cercare di salvarsi. Va dal re e preannuncia che, se non eliminerà ogni pena di morte, compresa quella per impiccagione, lui, cioè il re stesso, morirà impiccato: questa la sua visione. Il re intimorito elimina tutte le pene di morte. Il mago sarà finalmente salvo oppure sarà vittima del corso di eventi che ha appena costruito e determinato?”.
Norman ha poi spiegato ai suoi amici sbigottiti questo: “Ognuno è artefice del proprio destino». Questa la sua grande, ultima lezione di filosofia. Norman era la razionalità filosofica e la genialità dionisiaca della musica.
Il mio povero e geniale figlio, che con lui si è portato dietro il mio spirito, la mia religiosità dai mille volti, la mia vita in breve, è stato paragonato a Jan Palach, il giovane cecoslovacco che si diede fuoco a piazza S. Venceslao, a Praga, per protestare contro l’invasione dei carri armati sovietici nel 1968.
Norman come Jan, dunque. Un eroe che ha sacrificato se  stesso per denunciare un sistema baronale che avvelena le coscienze e mortifica le aspirazioni dei più studiosi. “Sangue mio” sei morto da eroe, per non prostituire la tua coscienza e per evitare che altri lo facciano.
Sei morto per riaffermare forte il tuo diritto alla libertà e all’indipendenza intellettuale, cose, queste, che ti avevano negato le solite, ormai troppo note, baronie universitarie che ti avevano isolato come un corpo estraneo, quantunque possa magari opinare il barone di turno o il suo servo prediletto (ve ne sono tanti, forse troppi).
Tu sei morto ed io sono morto con te “Zuzzurellone mio”, e forse la colpa è mia che ti avevo educato alla filosofia e ai valori di legalità nei nomi di Falcone e Borsellino. Io che ti avevo insegnato il giornalismo d’inchiesta e che tu volevi praticare, tra le altre cose, in un quartiere difficile come Brancaccio.
Ricordi, Norman? In questi giorni avevamo scritto insieme una canzone dedicata a Falcone e Borsellino, avremmo dovuto inciderla a giorni, ma hai preferito anticipare tutto: la tua vita, la mia vita, quelle di tua madre e tuo fratello che vedo spegnersi ogni minuto che passa.
Ti hanno tolto il futuro, figlio mio, luce dei miei occhi. Occhi, i miei, che ormai non vedono più. Solo buio.
La domenica, il mercoledì di Champions, come vedremo con tuo fratello le partite dell‘Inter?
Tu hai scritto che “la libertà di pensare è anche la libertà di morire, che equivale poi a vivere”.
Amavi troppo questo mondo, con tutte le sue imperfezioni, ma hai voluto dare un segno fortissimo – troppo forte vita mia benedetta – per dire il tuo “no” alle prevaricazioni e all’assenza di merito.
Non lo dovevi fare, eri troppo bravo e ti dicevo sempre che alla fine i bravi emergono.
Ma non mi hai creduto, come avviene spesso che i figli non credano ai genitori.
Ti vogliono intitolare un’aula della tua università: rimarrai famoso a vita, e gli studenti che entreranno in quell’aula a tuo nome si ricorderanno di chi è stato Norman Zarcone. Si ricorderanno dei tuoi coglioni grossi così.
Purtroppo in Italia, i riconoscimenti devono essere sempre postumi, come postumo sei diventato tu.
Ed io, ora che faccio?

Ciao Norman, un bacione dallo zio Sandro

Filed under:news, news dal mondo by VoceATA

Random Posts

7 Risposte a “Ci è giunta questa lettera a Norman come commento…A noi sembra giusto publicarla come un articolo”

  1. Norman ha scelto di morire, lo ha scelto lui….lo stesso destino si avvicina a noi, senza poterlo scegliere e non certo per il passare degli anni e l’incombere della vecchiaia.

  2. Siamo un paese (minuscolo, sì) imbarbarito sino all’inverosimile, per essere una società che si autodefinisce civile. Arrivare a gesti così estremi, insieme a tutti gli altri che vediamo ormai da mesi, ci dovrebbe far capire in che baratro siamo oramai sprofondati.
    Siamo riusciti non solo a sdoganare il malaffare ma a renderlo sfacciatamente auspicabile e degno di vanto, l’interesse personale innanzitutto a dispetto di ogni etica e morale.
    Immagino lo strazio di questo Padre (maiuscolo, sì).. per questi tempi bui di regime la Storia ci giudicherà impietosamente. Noi forse, immersi sino al collo, nella realtà attuale, non ce ne rendiamo conto.

  3. Come scrivo in una mia poesia dedicata a una giovane e sensibile suicida: “Questa vita non ti meritava… tu amavi cieli trasparenti e dolci canti a cullare i tuoi pensieri puri…Ho fatto grande fatica a legger questa lettera perchè le lacrime offuscavano i miei occhi. Questo ragazzo è da amare e da ammirare per il suo animo sensibile e puro. Coraggioso come un eroe ha voluto che la sua vita almeno servisse ad essere da rimprovere per quelli che sgomitano e calpestano gli altri pur di affermarsi facendo terra bruciata intorno a loro. Dio terrà conto di questo, Norman nei cieli continuerà ad essere il primo della classe ma là dove raccomandazioni e bustarelle non servono, sicuramente farà carriera.

  4. Non trovo parole, ma spero che Norman trovi la tranquillità ed esprimo tutta la mia vicinanza ai suoi cari.

    Con affetto

  5. La cosa triste è pensare ad una vita umana spezzata..può essere un urlo di rivolta contro l’ingiustizia e il malaffare, certo forse sì. Sicuramente i Baroni, i ministri i politici saranno lì a dolersi…forse…io provo solo amarezza nel constatare come ancora una volta non sia stato suffciente amare il cielo trasparente e il dolce canto di pensieri puri per salvare una preziosa e unica vita umana. Vorrei sentire rabbia per questo gesto, non la sento. Pazienza ognuno reagisce come crede…
    Io sono arrabbiato con te Norman, molto, non condivido il tuo gesto proprio perchè la tua vita era meravigliosa, splendida e unica…come quella di ciascuno di noi. Spero di poter litigare con te un giorno, eri laureato in filosofia sapevi di epistemologia, etica…vorrei poter litigare e discutere con te anche su queste cose, sull’illusione della conoscenza e di questa realtà; non credo che lo potrò mai fare purtroppo e per questo sono ancora più arrabbiato!
    Sono certo che sei in un posto senza dimesioni e senza divisioni, oltre bene e male. Dove c’è pace..
    Ciao..

  6. Leggete che vergogna….questi sono i complici dell’”omicidio” di Norman.
    http://www.repubblica.it/scuola/2010/09/24/news/parentopoli_atenei-7372673/?ref=HREC1-6

  7. Io direi, prima, di fare tutti un minuto di auto vergogna

    e poi cerchiamo di fare qualcosa, ogni uno nel suo piccolo, per cambiare le cose , ma non alla gattopardo cambiare veramente.

Lascia un commento

*

Cerca

Calendario

settembre: 2010
L M M G V S D
« ago   ott »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Fratelli d’Italia ?

"Fratelli d'Italia?", il libro dell'informatissimo anonimo sulla secessione della Padania che sta facendo tremare il Palazzo, e non solo.
Non a caso le vicende raccontate nel libro stanno trovando conferme nei fatti degli ultimi mesi.

Articoli recenti

Guarda i video

Tg2.it Assistenti Tecnici

Brunetta ai precari:”Questa è la peggiore Italia”…e va via senza rispondere!

“Il giorno prima” – Preghiera di Celentano sul nucleare (anteprima Annozero 17/03/2011)

chi ci linka