E’ ormai noto da tempo che tutti gli “altri” ovvero ciò che noi non siamo(il che è comprensibile) ma ciò che nemmeno sono loro (il che non è comprensibile), si stanno organizzando chi in un modo chi in un altro. Visitando i diversi siti dei soggetti interessati non è difficile quindi. apprendere le diverse (rigorosamente diverse, guai ad unirsi per loro è sinonimo di debolezza) forme di lotta messe in atto contro la distruzione della scuola pubblica. Così ci s’imbatte nello sciopero di un’ora (ma solo come antipasto, poi si ripete ogni 15 giorni…) proclamato l’8 ottobre, oppure nello sciopero generale del 15 Ottobre, o ancora nella manifestazione nazionale proclamata a Roma il 9 Ottobre. Insomma c’è di tutto di più e tutto rigorosamente in nome di:
- blocco dei tagli
- fine del precariato
- sblocco dei gradoni
e tanti tanti altri ancora che, se se ne concretizzasse uno solo di questi punti, quasi quasi non li chiameremmo più “altri”. Questo invece è quasi sicuramente impossibile perchè è quasi sicuramente certo che queste forme di “lotta” sono morte e sepolte, che non fanno testo, non servono… anzi sì, servono, a qualcosa servono. Ecco, sicuramente servono allo Stato che ci decurterà una, due o chissà quante giornate lavorative in un anno, del nostro ricco ed invidiabile stipendio. Non aggiungiamo altro, infierire sarebbe troppo facile. Tanti, tantissimi per fortuna, stanno iniziando a capire, stanno guardando la realtà con occhi diversi e prima o poi “gli altri” dovranno prenderne atto. Dovranno fare un passo indietro e dovranno se vogliono riconquistare il nome che si attribuiscono, smetterla di prenderci in giro, smetterla di fare patti con il nemico e oraganizzare proteste serie durature e incisive. Non è possibile che in migliaia hanno bloccato lo stretto di Messina e che queste persone non fossero sostenute da nessuno, non è possibile che in migliaia sparsi per l’Italia stanno lottando come avvenuto a Torino per una settimana e che nessuno di questi signori siano stati lì ad appoggiarli, sostenerli per far risaltare ancora di più la protesta. E non è possibile che oggi tra scioperi della fame, preisidi permanenti, USP occupati, e dopo che un ragazzo di 27 anni si è tolto la vita buttandosi dalla sua facoltà, questi nostri “difensori”, i “difensori” dei nostri diritti, vengono a proporci l’ora o la giornata di sciopero. La finanziaria, quella che conteneva gli attuali tagli, è stata varata nel lontano 2008. Noi ci chiediamo e chiediamo loro:”Dov’erano quell’estate? Al mare forse? e dov’erano l’autunno del 2008 e i mesi seguenti fino ad oggi? Da allora hanno solo saputo organizzare qualche sciopero e qualche manifestazione. Il risultato lo conosciamo tutti: i tagli e molto altro ancora, che si è aggiunto dopo, sono andati lisci come l’olio. A questo punto crediamo proprio che riproporre nuovamente la stessa medicina per curare un male che avanza inesorabilmente non sia altro che l’ennesimo fallimento. Ma forse è proprio questo che si vuole? Come non è vero? Non è questo? Allora che lo dimostrino e da subito senza aspettare nè l’8 nè il 9 nè il 15 Ottobre. Il come crediamo non spetti a noi dirlo.Loro, gli “altri” rispolverando il passato se vogliono sapranno trovare la risposta. E’ vero che nè precari nè personale di ruolo da soli potrebbero mai organizzare nulla di serio, ma è vero che basterebbe la volontà di questi soggetti per coalizzarci tutti ed opporci seriamente alla distruzione nostra e del futuro dei nostri figli. Proponete cari “signori” proteste serie, vere e vedrete che il popolo della scuola non vi deluderà, continuate per la strada che state percorrendo e vi condannerete da soli perchè i lavoratori della scuola si stanno svegliando, l’Italia intera si sta svegliando.
La Redazione


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