Tra i tanti ricorsi dei quali non tutti sanno e che restavano ancora pendenti c’era anche questo. Il ricorso in oggetto è stato promosso dallo SNALS ed era contro la riduzione dell’orario scolastico nelle classi intermedie degli istuituti tecnici e professionali. In prima istanza il TAR aveva accolto il ricorso presentanto dallo SNALS ed oggi apprendiamo che l’ordinanza è stata confermata. Ci viene da pensare allora che i ricorsi servono e che purtroppo, in questo paese per nulla normale, sono l’unica strada per poter ottenere qualcosa. Diversamente, non ci resta che accettare passivamente le decisioni che giungono dall’alto, giuste o sbagliate che siano. Chiusa questa breve parentesi e volendo analizzare più da vicino i risvolti legati a questa vicenda, è fuori dubbio che per l’istruzione tecnica e professionale si va verso il caos più totale. Sicuramente il Ministro Gelmini, troppo spesso il braccio e non la mente di una riforma nata male e destinata a finire forse peggio, inizia a pagare i conti per aver dovuto accelerare il tutto a causa delle continue pressioni del Ministro Tremonti. Così nonostante ad Agosto il TAR avesse accolto il ricorso e successivamente si era pronunciato anche il Cnpi (Consiglio nazionale della pubblica istruzione) bocciando l’allargamento della riforma, il Ministro ha tirato dritto senza fare una piega, sperando forse nel Consiglio di Stato a cui aveva fatto ricorso. Forse il Ministro confidava anche nel fatto che avrebbe avuto la meglio confidando nel fatto che era meglio non sconvolgere l’attività della metà delle scuole superiori italiane. Stavolta però chi l’ha dura: (come si suol dire)cioè chi ha i mezzi e gli strumenti per andare fino in fondo l’ha avuta vinta. Così non c’è stato il Consiglio di Stato a dare man forte al Ministro, anzi ha respinto il ricorso ministeriale. Ora ci si chiede:”Cosa succederà?” Sicuramente se(in questo paese mai dire mai) si procederà ad applicare quanto la legge stabilisce, si calcola dovranno ritornare in cattedra circa 10mila docenti e gli studenti dalla II classi dovranno riprendere gli orari dell’anno scorso. A questo punto NOI precari ATA ci chiediamo: “Perchè con la stessa determinazione e lo stesso impegno sindacale non è stato affrontato anche il drammatico taglio di CS/AA/AT” Perchè come è giusto che sia vengono tutelati gli insegnanti ma non viene tutelato chi la scuola la apre, la pulisce, la gestisce, chi manda avanti i laboratori, le apparecchiature la manutenzione delle stesse? La nostra non è una critica ma una constatazione che deve spingerci a riflettere e deve farci prendere coscienza ancora di più di quanto sia necessario unirci da soli e combattere contro il nostro sterminio perchè siamo stati lasciati soli TUTTI precari e NON cari colleghi ATA.


Come al solito noi A.T.A. siamo considerati l’ultimo chiodo dell’enorme carrozzone chiamato “scuola pubblica italiana” condannati ad essere gli ultimi anche da chi dovrebbe difenderci (vedi sindacati).
Da quando sono entrato nel mondo della scuola pubblica ho sempre cercato di protestare attraverso lo sciopero ma i tentativi sono stati vani.
L’unico modo per sovvertire un pò la situazione sarebbe quella di bloccare la scuola in massa ma questo rimane solo utopia. Pensate a cosa potrebbe accadere se tutti i precari A.T.A. (secondo il nostro governo “inutili” spese) non lavorassero in massa proprio quando non si può scioperare (vedi scrutini finali, esami di maturità)? Il problema è uno solo non riusciremo mai ad essere compatti perchè come già scritto all’interno di questo post ognuno tira per il proprio verso. Ahimè non saremo mai compatti!
Quest’anno posso ritenermi fortunato perchè lavoro non sono uno degli A.A. nominati fino all’avente diritto e quindi per quest’anno è andata. E il prossimo? Fortunatamente non ho una famiglia sulle spalle (però la voglia e l’interesse c’è di creararla ma questa precarietà ce lo permette?) e sono ancora piuttosto giovane quindi dovrei provare a cambiare completamente settore anche se con questa crisi la vedo dura lo stesso. Però penso agli altri colleghi che invece una famiglia ce l’anno e che da un giorno all’altro si ritroveranno senza lavoro.
Giorno 5 ci faranno sapere cosa avranno deciso i vertici ma l’unica cosa che posso dire che uno o due A.T. della mia scuola perderanno il lavoro grazie questo concorso di mobilità di cui ne “avevamo bisogno” visto che solo nella mia provincia nella graduatoria provinciale per il profilo di A.A. siamo più di 900.