A pochi giorni dalla notizia della sentenza del Consiglio di Stato, con la quale si diceva no alla riduzione degli orari delle lezioni nelle classi 2°, 3°, 4° degli istituti tecnici e professionali, arriva la smentita secca del Miur. Con una nota infatti si annuncia che non ci sarà alcun cambiamento nell’attività e nella programmazione scolastica prevista. Nella nota sembra si legga pure che il Miur dovrà solo tener conto del parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (parere non chiesto precedentemente). Non vorremmo fare l’avvocato del diavolo ma a noi risulta, che dopo la prima sentenza del TAR Lazio ad Agosto, anch’essa a favore della ridetermionazione dei suddetti organici, fosse giunto anche identico parere proprio da parte del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione che aveva bocciato di fatti l’allargamento della riforma. A questo punto se fosse confermato quanto scriviamo vuol dire che il Miur sta diventando un organo al di sopra di ogni altro e che il Ministro dell’Istruzione possa tranquillamente affermare:”La legge sono IO”.
Viceversa se magari il Miur non è a conoscenza o non si fosse davvero pronunciato il CNPI allora ci sarebbe da attendere per conoscere gli eventuali scenari futuri che possono presentarsi
In entrambi i casi non c’è da stare sereni. Perchè nell’ipotesi sia vero che il CNPI si sia già pronunciato è molto strano che non lo sappia il Miur. Questo fa intendere che non ci sia dialogo tra i diversi organismi il che è tutto dire. Così pure nell’ipotesi che non si sia pronunciato davvero il CNPI ci sembra molto strano il CdS nella sua sentenza, abbia potuto far riferimento proprio al suddetto organo. All’orizzonte nulla di buono, c’è davvero poco da stare sereni TUTTI. La sola cosa certe a questo punto è che non c’è più nulla di certo….
La Redazione


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