Il gioco di prestigio non aveva funzionato l’anno scorso ma perseverare a quanto pare è la miglior virtù del nostro governo. Così quest’anno, con un’altra abile manovra del ministro dell’Economia Tremonti, si riprova a far saltare una delle misure tipiche della scuola pubblica dal 1967: il fondo per i libri destinati ai figli delle famiglie più disagiate, quel fondo che permette a tutti di vedere garantito il diritto allo studio. L’abile colpo di gomma cancella lo stanziamento di 103 milioni per la gratuità dei libri scolastici, riducendolo a zero per il prossimo anno. Dovessero restare così le cose e se non ci fosse (come lo scorso anno) un ulteriore stanziamento nel decreto natalizio, tutte le famiglie con figli alle primarie o che usufruiscono del comodato d’uso gratuito alle superiori, dovranno pagarsi i libri di tasca propria. Analoga sorte toccherà al fondo per il diritto allo studio nelle scuole dell’obbligo che risulterà decurtato di oltre il 70%. In questo modo solo il 30% di coloro che non possono permettersi di studiare potrà farlo. La somma prevista passa dai circa 117 milioni di euro dell’anno scorso agli attuali 33,1 milioni da trasferire alle Regioni per le borse di studio. Non va meglio alle università che vedono passare il fondo per il diritto allo studio dagli scorsi 100 milioni di euro agli attuali 25,7. Inoltre la situazione diventa ancora più tragica se si pensa che in soccorso all’istruzione non ci sarà nemmeno l’intervento delle Regioni, anch’esse a loro volta costrette a ridurre tali finanziamenti a causa dei tagli agli enti locali. Praticamente piove sul bagnato, volendo essere buoni, perché ormai la perturbazione ha raggiunto l’entità di un temporale. A rimetterci sempre e solo gli studenti, le giovani generazioni figlie di quelle famiglie meno fortunate, per le quali la scuola dovrebbe rappresentare l’arma per garantirsi un futuro stabile e una vita dignitosa. Per gli studenti dunque niente più libri gratuiti alle elementari per il 2011 e meno 75% di fondi per le borse di studio alle università. L’anno scorso si era presentata la stessa analoga situazione. Alla fine il pericolo fu sventato grazie al decreto mille proroghe un regalo di natale per tutti gli studenti della scuola pubblica italiana. A questo punto ci si domanda saranno stati abbastanza buoni gli studenti italiani quest’anno da meritarsi un altro regalo natalizio? E ancora, può l’istruzione pubblica ridursi ad elemosinare regali natalizi? Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa chi di scuola vive. Aspettiamo vostri commenti.
La Redazione


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