Dopo le recenti dichiarazioni del presidente Marcegaglia, (vedi art. CONFINDUSTRIA:”Il futuro passa per gli istituti tecnici”) a Modena Confindustria convoca Mariastella Gelmini e Emma Marcegaglia. L’incontro è previsto per la mattina del 19 Novembre presso il Cinema Raffaello, che ospiterà il summit nazionale dal titolo “Oltre le apparenze: scuola e impresa del terzo millennio”.
Gli industriali modenesi affermano che uno dei paradossi dell’occupazione in Italia è il divario tra domanda e offerta. In pratica, ancora una volta, si mette in risalto che le richieste del mercato, specie nelle province più produttive dal punto di vista manifatturiero, non vengono soddisfatte perché i giovani anziché orientarsi verso studi tecnici scelgono altro.
All’interno di Confindustria si è così creato il Club dei 15 che raggruppa, oltre Modena, le altre 14 associazioni industriali delle province nelle quali le attività produttive incidono maggiormente sul PIL locale. Il Club ha dato vita già un anno fa al progetto “Club degli Istituti dell’innovazione manifatturiera” che ha visto a Modena protagonista l’ ITI Corni. Obiettivo del progetto, quello di rivalutare agli occhi di giovani e famiglie l’importanza dell’istruzione tecnica al fine di continuare a far permanere in Italia le attività manifatturiere e di conseguenza creare occupazione qualificata.
Sarebbe importante, a questo punto, affrontare anche altri temi importanti sui quali ci piacerebbe avere risposte da Confindustria:
1) Confindustria, quando dichiara che in Italia manca manodopera qualificata, tiene presente che allo stesso tempo molte imprese preferiscono andare all’estero a produrre perché riescono così a risparmiare fortemente sul costo del lavoro?
2) Se l’istruzione tecnica italiana venisse rivalutata e sfornasse fior di manodopera specializzata, ci sarebbe poi reale occupazione?
3) Se l’attuale istruzione tecnica non fornisce le adeguate competenze e quando le fornisce non sono in numero sufficienti, come mai Confindustria da sempre ha dato la sua benedizione alla riforma Gelmini che tanto ha tolto proprio agli istituti tecnici?
Noi crediamo che la scuola sia stata già presa in giro abbastanza, e come lavoratori della stessa che da vicino ne vivono la lenta agonia crediamo sia giunto il momento di smetterla con le belle parole vuote che di fatto non cambiano la situazione reale. Si sta privando la scuola di tutte le risorse fondamentali per svolgere al meglio le proprie funzioni, non c’è istruzione migliore o peggiore, non c’è differenza tra liceo o tecnici, entrambi conservano solo il nome perché nella sostanza sono stati smembrati e distrutti. Tutto questo a discapito dei giovani che faticano e faticheranno sempre più ad eccellere pur avendo le qualità, perché mancherà loro il carburante. Sarà come avere una Ferrari ma non avere il carburante per farla rendere al suo livello.
Una volta i cervelli migliori potevano far valere le proprie competenze all’estero ma ormai, con l’attuale riforma, dubitiamo fortemente ci saranno più cervelli che potranno eccellere sia in Italia che all’estero.
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La Redazione


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