A quanto pare, in Italia, dopo i sindacati, sembra che tanti altri stiano abbandonando le braccia di Morfeo che li cullava da anni tenendoli in un letargo profondo che ha anestetizzato un paese intero e la sua economia. L’ultimo risveglio, ha interessato il dott. M. Draghi, il governatore della Banca d’Italia. Il tutto è avvenuto nel corso del convegno della facoltà di Economia dell’università politecnica delle Marche dedicato all’economista Giorgio Fuà.
Draghi ha fornito un quadro completo dell’economia italiana, la quale fatica a crescere -ha detto- e per questo non bisogna smettere di preoccuparsi. D’altra parte per evitare un calo della produttività -ha aggiunto il governatore- è indispensabile una graduale stabilizzazione dei precari. «Ancora diffusa l’occupazione irregolare, stimata dall’Istat in circa il 12% del totale delle unità di lavoro». «Le riforme attuate, diffondendo l’uso di contratti a termine, hanno incoraggiato, in Italia, l’impiego del lavoro, portando ad aumentare l’occupazione negli anni precedenti la crisi, più che nei maggiori paesi dell’area dell’euro». «Ma senza la prospettiva – ha concluso il governatore – di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, si indebolisce l’accumulazione di capitale umano specifico, con effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità.
A quanto pare quindi sembra che in tanti concordino sul fatto che è necessario, se non fondamentale, per evitare che il paese affondi e che l’intero stato sociale si sgretoli sotto i nostri piedi, dare sostegno all’economia. Questo passa prima di tutto attraverso la certezza del reddito, certezza che purtroppo i precari non hanno. Se si vuole che l’economia italiana cresca dunque è indispensabile che si stabilizzino al più presto le realtà lavorative di chi si trova da anni ancora precario. La stabilizzazione dei precari –aggiungiamo noi- dal punto di vista economico, non deve riguardare solo chi il precariato lo vive ma anche coloro che già sono stabilizzati. Il benessere in senso economico infatti non si misura solo con il proprio portafoglio ma inevitabilmente si misura anche tenendo conto di quello degli altri.
Tutto questo chi guida uno stato lo sa bene. Ora senza nulla togliere ai benefici che comunque ha prodotto in termini occupazionali il lavoro a termine, crediamo sia altrettanto palese dover riconoscere che c’è stato un errore nel momento in cui il lavoro a termine è stato utilizzato oltre le normali esigenze temporanee facendolo divenire la prassi anche per le esigenze continue e durature .
La prima cosa da fare quindi per ridare slancio all’economia del paese è sotto gli occhi di tutti, anche Draghi lo ha affermato:”Bisogna stabilizzare i precari”. A questo punto basterebbe veramente poco da parte delle istituzioni per dare un segnale forte che si voglia realmente fare qualcosa per il bene di tutti…Nell’attesa che le istituzioni diano un segnale, noi di VoceAta invitiamo, ancora una volta, tutto il personale PRECARIO, ad organizzarsi provincia per provincia per avviare i ricorsi per il RUOLO fatti secondo normativa per arrivare in Cassazione e per cercare di vedere riconosciuto il nostro sacrosanto diritto alla stabilizzazione.
Per saperne di più sul ricorso RUOLO clicca qui.
La Redazione


[...] 16 novembre 2010 alle 10:09 In concomitanza con le dichiarazioni sui precari del governatore Draghi e con la proposta di legge dell’ On.Russo, sembra che anche i sindacati [...]
dopo che tutti i partiti,di destra,o di sinistra,dicevano di aiutare la scuola pubblica,io non ci credo,perchè sta per cadere il governo attuale,ognuno cerca di accaparrarsi dei voti,per me non esiste nessuno,sono tutti rammolliti.
..Santino sei un mito..e sei un ottimo collega..
..hai ragione a nn credere + alle fiabe..raccontate in quest’ultimi anni …dai nostri politici..
so bene ke dopo 10anni di precariato e fatti lontano dalla famiglia e dalla propia regione ,uno possa scoraggiarsi…
ma ty chiedo di nn mollare ora ..e di sperar insiem a noi in un futuro + roseo x noi PRECARI…
Dal Collega Angelo Trischitta
Un saluto a tutti i lettori del sito.
Elencherò alcune asserzioni di FLC CGIL.
1.“Nell’incontro già fissato per il 5 ottobre 2010 come FLC CGIL ribadiremo la nostra posizione:
*chiediamo che tutti i passaggi di qualifica vengano effettuati con il riconoscimento dei benefici sia economici che giuridici
*chiediamo anche che non vengano rimesse in discussione le assunzioni già fatte, garantendo il mantenimento in servizio del personale ATA precario, compreso, quello con nomina fino all’avente diritto.
Considerazione
”Pagare a partire dal mese di settembre e succesivi due persone, il precario assunto con art 40 e il vincitore di concorso per la mobilità verticale, per lo stesso posto di lavoro credo possa essere considerata una soluzione inaccettabile per un governo in crisi economica infatti non è stata accettata”.
2.Una nota illegittima del Ministero sulle supplenze del personale ATA e i passaggi di qualifica.
Con una nota interna si vorrebbero imporre nomine “fino all’avente diritto”. La FLC ne chiede l’immediato ritiro.
27/08/2010
Il Miur, con una nota interna ai Direttori regionali (7701 del 25 agosto 2010) ha dato indicazioni di accantonare un numero di posti pari a quelli previsto per la mobilità professionale del personale a tempo indeterminato e di procedere, sugli stessi, al conferimento delle supplenze “fino all’avente diritto”.
FLC CGIL:” Si tratta di una soluzione che abbiamo immediatamente contestato chiedendo l’immediato ritiro della nota stessa che è lesiva dei diritti dei precari, della corretta applicazione del CCNL che prevede una data certa di termine dei contratti e delle procedure previste per la mobilità professionale.
Abbiamo anche chiesto un incontro urgente che è stato fissato per il giorno 2 settembre 2010.
Nel corso dell’incontro ribadiremo le nostre posizioni e chiederemo il pieno rispetto delle norme contrattuali a tutela di tutto il personale ATA e della funzionalità delle scuole.”
Considerazione
”Anche in questo caso una richiesta impossibile senza una azione giuridica conseguente e infatti il ministero ha continuato indisturbato nelle sue intenzioni e nessuna iniziativa in risposta da parte di FLC-CGIL
Adesso la stessa chiede l’immissione in ruolo di 100000 precari ma vista la crisi economica è lecito chiedersi: dove il governo troverà i soldi? Ma se così fosse e i soldi la CGIL fosse certa che ci siano perchè prima di stabilizzare chi il lavoro, anche se precario, lo avrebbe, non punta a chiedere di ridare il posto di lavoro ai precari che sono stati lasciati a casa senza un lavoro in balia di un salva precari mortificante?
Mi sfugge la ragione di tutto ciò. In più ho assistito ad una assemblea in questi giorni in preparazione dello sciopero del 17-11-2010.
Gli argomenti principe trattati per il 98 per cento del tempo sono stati:
-Scatti di anzianità
-Contratto Nazionale non firmato
Tutti temi che riguardano chi il lavoro ce l’ha, e i 135000 precari che lo stanno perdendo?
Dimenticavo un terzo tema ma sollevato dalla platea e non all’ordine del giorno di CGIL: lo sciopero di un ora o di qualche giornata in un anno non raggiunge gli obiettivi.
E’ un costo che le persone fanno fatica ad affrontare quindi risulta una protesta che non si può protrarre nel tenpo e la controparte lo sa.
La manifestazione fatta il pomeriggio di più giorni consecutivi avrebbe un costo economico nullo e maggiore visibilità con l’opinione pubblica.
Si è suggerito una forma di protesta nuova speriamo che i dirigenti sindacali abbiano il buon senso di recepirla.
Nonostante le iniziative di CGIL siano vitali per la scuola la esorto a non dimenticare la dequalificazione della scuola e le famiglie di ognuno dei 135000.
Cordialmente