Abbiamo letto qualche giorno fa le affermazioni di Draghi (governatore della Banca d’Italia), il quale ha ribadito che i “precari vanno assunti” se vogliamo che il paese cresca e non vogliamo recare danni alla produttività e profitti. Purtroppo però nulla e nessuno sembra possa far rivedere i piani dell’attuale politica che tende a rendere eterna la precarietà. L’ennesima riprova la si trova nel collegato al lavoro. Federico C.. l’ha provato sulla sua pelle. Ha scritto ad una rubrica la sua storia che noi vi riproponiamo. Federico scrive: “Avevo avuto la fortuna di ottenere questo straccio di contratto ma poi l’ho perso a causa della crisi. Speravo che fosse un ponte verso una soluzione diversa. Anche perché facevo esattamente lo stesso lavoro di coloro che mi stavano accanto e che avevano tutte le carte in regola. Ho aspettato a far valere le mie ragioni attraverso un ricorso alla magistratura come hanno fatto altri miei amici. Ora però uno di loro che frequenta anche i sindacati, mi ha detto che hanno studiato una misura per impedire vertenze di questo tipo e proteggere gli imprenditori”.
Il fatto
Il governo, tramite il ministro Maurizio Sacconi, ha inserito una vera e propria trappola nel “collegato lavoro”, approvato dal Parlamento il 19 ottobre, e che ormai dovrà essere pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale e quindi reso esecutivo. Il presidente della Repubblica dopo la prima bocciatura e dopo le modeste correzioni in sede parlamentare non ha potuto che firmarlo. Ora la trappola riguarda le tante vittime della crisi come Federico. Persone che finora hanno sperato in un ripensamento del datore di lavoro, ovverosia in un atto di stabilizzazione come quello invocato da Draghi. Hanno sperato e aspettato, prima di ipotizzare ricorsi giudiziari. La nuova misura governativa pone loro una drastica alternativa: dovranno comunicare all’azienda, entro 60 giorni (calcolati anche in modo retroattivo), in forma scritta, l’impugnazione di tutti i contratti irregolari sino ad oggi subiti. E se non lo faranno non avranno più la possibilità di trovare un giudice capace di far rispettare la legge. Molti, non verranno a sapere di questa tagliola dei 60 giorni. La notizia non ha avuto, infatti, gran rilievo nelle pagine dei giornali.
N.B Precario avvisato mezzo salvato. Ecco perché VoceAta continua a dire a tutti di muoversi e sbrigarsi ad iniziare ricorsi seri fatti secondo normativa per ottenere la stabilizzazione o quanto meno provarci fino all’ultimo grado di giudizio “La Cassazione”


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