Scorcio di fine anno molto caldo quello che sta interessando diversi Consigli d’Istituto della Toscana convocati per deliberare variazioni di bilancio. L’ordine inderogabile arriva dal Ministero che ha dato disposizioni di non sfondare il tetto dei finanziamenti concessi. Risultato: chi ha nominato “troppi” supplenti, noi aggiungiamo semplicemente quelli necessari, ora deve correre ai ripari. Intanto sulla nomina dei supplenti ci sarebbe tanto da dire, iniziando dal fatto ad esempio, che come da normativa nelle materne ed elementari il dirigente è obbligato a nominare ogni volta che non sia possibile coprire un docente assente con quelle famose ore a disposizione dei restanti colleghi, diventate un miraggio ormai(merito della riforma). In ogni caso è bene sottolineare che dovrebbe essere cura del Ministero fornire le risorse adeguate e fare i dovuti controlli. Inutile dirlo in tantissimi casi non si fa nè l’uno nè l’altro, ed ora suona l’allarme. Così per sopperire a questi buchi di bilancio si cercano pezze rischiando come sempre di ritrovarsi comunque con una coperta troppo corta da qualche lato. Le pezze nella fattispecie sarebbero state individuate nei fondi per l’ampliamento dell’offerta formativa (legge 440/97) e nel famoso contributo volontario dei genitori. Ma come già in precedenza a Bruino (TO) leggi l’articolo qui; prontamente è scattata l’azione dell’Associazione Genitori Toscana che ha dichiarato:” Di fatto in questo modo con il nostro contributo si pagano le supplenze, e allora non ci resta altro che fare sciopero anche noi e boicottare a gennaio il versamento del contributo delle famiglie”. Ma non si limita solo a questo l’A.GE Toscana ha messo in evidenza anche altre incongruenze come ad esempio che chi a gennaio 2010 ha tutelato i fondi per il funzionamento, riducendo al minimo indispensabile quelli destinati alle supplenze, è stato premiato, ricevendo tutti i finanziamenti necessari in corso d’anno. L’attuale politica ministeriale premia le cicale, più che le formiche, e chi ha badato a garantirsi un minimo di cassa per le emergenze è stato fortemente penalizzato rispetto a chi si è ridotto ad avere poche centinaia di euro a disposizione”. Dunque il messaggio sembra essere questo: se limiti le supplenze a discapito della qualità del servizio, avrai i finanziamenti che ti spettano, altrimenti ci saranno serie difficoltà di erogazione. Chiunque capisce che una scuola di qualità che funzioni e che abbia a cuore il bene degli studenti deve avere garantiti i fondi necessari per: l’amministrazione, la didattica, gli stipendi dei supplenti(fondamentali), gli incentivi al personale. Si capisce da soli quindi che il fondo volontario delle famiglie, ammesso debba esserci e ci sia, non può essere utilizzato per queste cose altrimenti si fa prima a dire che non esiste più una scuola pubblica. La scuola “pubblica” tutta, o quello che ne resta, fate Voi, è al collasso ed è inutile ormai nascondersi dietro improbabili sperimentazioni del merito, o alla telematizzazione di alcuni servizi. Anche i genitori ormai hanno capito che oltre tanto fumo non c’è più un briciolo di arrosto, quando lo capirà chi di dovere?
La Redazione


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