Oggi anche l’università ha avuto la sua “riforma epocale” così come da mesi viene descritta da tutti gli esponenti del Governo che l’hanno votata. Noi ci limitiamo a dire che qualsiasi Governo avrebbe dovuto prestare più attenzione alle piazze che da mesi si sono riempite di studenti, ricercatori e precari. Tutti impegnati nel vano sforzo di fare arrivare la propria voce ai Signori che non vivono la complessa realtà dell’istruzione Universitaria. Nessuna riforma dell’istruzione a qualsiasi livello, per quanto possa nascere da nobili propositi, può essere fatta senza la partecipazione e la condivisione di chi quella realtà la vive. Lo sanno bene i bimbi e le famiglie delle scuole che per prime sono state “riformate”: le scuole di I e di II grado. In questi casi, quella che all’ora doveva essere, come per l’università una “riforma epocale” è servita esclusivamente a tagliare posti di lavoro. I risultati reali sull’istruzione, per citarne alcuni, sono stati alle elementari: fine del tempo pieno, insegnamento della lingua straniera assegnata a vecchi maestri con un corso di poche ore ecc…
I risultati sull’isruzione superiore “riformata” invece sono stati: diminuzione in tutti gli istituti professionali e tecnici delle materie specifiche d’indirizzo(con conseguente diminuzione delle ore di laboratorio), il ritorno all’ora piena di lezione che di fatto ha fatto perdere altre ore delle restanti materie e ci fermiamo qui. In entrambi i casi i paroloni e gli slogan che ben ricordiamo: più tempo scuola, più ore di materie tecniche ecc si sono dimostrate essere solo parole vuote e null’altro.
Tirando le somme, volendo pure non premere sulla facile leva della perdita dei posti di lavoro, la cosa che oggi, non più chi la scuola la vive(insegnati e personale ATA), ma anche e soprattutto l’utenza e le famiglie diconco è che la qualità del servizio è scaduta. In questo modo quella che era l’unica risposta per il futuro dei giovani e del paese sta diventando sempre meno capace di assolvere al proprio dovere.
Questi sono sicuro fatti. Allora come ora c’era chi aveva evidenziato quello che poi è successo. Allora come ora il Governo non ha sentito ragioni. Noi ci auguriamo, anche se sarà difficile, che gli studenti, i ricercatori e i precari che in questi mesi hanno messo in luce quelli che saranno i risultati di questa riforma, possano sbagliarsi. Ma a conti fatti se così non fosse la politica sarà in grado di restituire il mal tolto? Sarà in grado di ritornare sui suoi passi e ridare al paese l’istruzione universitaria pubblica che merita? Se non lo farà, esattamente come sta facendo con l’istruzione di I e di II grado, vorrà dire che probabilmente non ha volontà a farlo… Una cosa è certa: il tempo sarà galantuomo.
La Redazione


Lascia un commento