Home > news dal mondo, news mondo scuola generali > La class action del CODACONS va a segno contro le classi pollaio…e gli altri?
22 gennaio 2011 alle 7:30

Tutti sapevano prima ancora che l’opera di riorganizzazione della scuola pubblica avesse inizio, che gran parte di quei cambiamenti più volte enunciati come “riforma epocale” non erano legalmente corretti. Un esempio clamoroso tra tutti l’aumento del numero di alunni per classi. A dire il vero già prima della riforma le aule degli istituti italiani facevano gran fatica a rientrare nei requisiti di legge. Purtroppo però, come ormai da anni in Italia accade, chi da dentro vive tutto questo: i lavoratori della scuola prima e coloro che dovrebbero difenderli poi non si sono saputi opporre non solo al sovraffollamento ma nemmeno a quegli effetti della riforma che hanno messo per strada migliaia di insegnanti ed ATA.(vedi tagli 133/2008). Fortunatamente c’è stato qualcuno che si è saputo muovere a tutela dei consumatori e a difesa della sicurezza degli studenti e di tutto il personale scolastico. Registriamo così la notizia che la class action italiana avviata dal Codacons contro il Ministero della Pubblica Istruzione contro le “classi pollaio” è stata accolta. Si legge nel comunicato del Codacons “ il Tar ritiene immediatamente applicabile la legge sulla class action contro le amministrazioni pubbliche, e legittima il Codacons ad agire in nome e per conto dei cittadini danneggiati dalla P.A”. Nella sentenza si legge pure ”Sono in primo luogo da sciogliersi i dubbi circa i profili di ammissibilita’ dell’azione, dichiaratamente fondata sulle norme di cui al D. Lgs. 20 dicembre 2009 n. 198… in materia di ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di pubblici esercizi. Trattasi di uno strumento di tutela aggiuntivo rispetto a quelli previsti dal codice del processo, azionabile da singoli ”titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralita’ di utenti e consumatori”. Per approfondire leggi l’art. qui.
Dunque c’è tutto: c’è il grave danno riconosciuto ai cittadini e in più c’è la fondatezza dell’azione che i cittadini sono legittimati a intraprendere.
Noi non possiamo che essere soddisfatti di tale sentenza perché siamo due volte interessati:

1)    come lavoratori che come gli studenti sono a rischio sicurezza

2)    come genitori di studenti che frequentano la scuola pubblica

La cosa triste che è impossibile non chiedersi è : “Che fine hanno fatto quelli che tanti di noi pagano con trattenute sullo stipendio per farsi difendere e per difendere la scuola in generale”?  “Perché quello che ha fatto un’associazione di consumatori non lo hanno fatto loro”?  “E perché solo oggi vengono a parlarci dei ricorsi stabilizzazione e quant’altro quando la normativa risale a ben prima dei tagli del 2008, che intanto hanno messo in strada migliaia di insegnanti ed ATA”?
Riteniamo che tutti dobbiamo soffermarci a pensare a queste cose.
La Redazione

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