Questi sono alcuni dei laboratori che spesso non funzionano. Vanno chiusi o fatti funzionare? Giudicate voi!
LAB.CHIMICA LAB. FISICA LAB.INFORMATICA
Domenica 23 Gennaio su Rai1 è andata in onda la nuova fiction con Luciana Littizzetto “Fuori Classe” centrata sulla scuola, materia che la Littizzetto conosce benissimo, essendo stata un’ex insegnante .La fiction non fa sconti a nessuno.Riferendosi al vecchio DS la Littizzetto dice: “Preside fatto fuori? meno male perché quello lì era un fagnano, non aveva voglia di fare niente…” , ma il bello viene subito dopo . Al nono minuto circa, parlando dei problemi che la nuova Preside si è trovata ad affrontare si dice: “E’ terrorizzata dallo stato delle finanze…poveretta ha già scoperto che i laboratori non funzionano e che 3 tecnici prendono lo stipendio senza lavorare…” Purtroppo cari colleghi AT precari ma soprattutto di Ruolo questa è la dimostrazione concreta che non ci si è saputi difendere negli anni dai continui attacchi e manovre che hanno dequalificato la categoria.
LAB.CUCINA LAB.SALA-BAR LAB.MODA
La frase in questione non deve farci rabbrividire, è stato detto che 3 AT prendono lo stipendio senza fare nulla, di solito ci sentiamo piovere addosso queste accuse anche quando i laboratori funzionano.
La frase invece che deve suscitare l’indignazione di tutto il personale è che i LABORATORI NON FUNZIONANO!
Qui si apre una parentesi enorme che vede responsabili per primi i diretti interessati:gli Assistenti Tecnici.
A loro va la colpa grave, gravissima, di essersi lasciati svendere dai sindacati e dalla politica, non facendosi riconoscere il proprio lavoro così come meriterebbe, ma sui ”sindacati”/”politica” preferiamo non pronunciarci anche perché sono diventate le due facce della stessa medaglia.
Alla dirigenza e agli insegnanti va invece la colpa di aver sempre taciuto l’importanza dei laboratori e non essersi mai saputi opporre al loro abbandono fino alla completa chiusura degli stessi, perché come tutti ben sappiamo “il pesce puzza dalla testa” .
Questo è il risultato della scuola azienda che ha imparato a guardare solo al bilancio, senza curarsi del suo scopo primario ovvero quello di dare agli studenti un bagaglio di conoscenze e competenze.
Così poco importa se in un Liceo Scientifico si chiude il laboratorio di scienze per mancanza di attrezzature adeguate, o solo perché i locali non hanno l’agibilità, o peggio se in un Istituto Professionale viene chiuso il laboratorio di elettrotecnica perché le priorità del “Dirigente Manager” non sono quelle di fornire agli studenti gli strumenti più adeguati e moderni per una formazione che li renda competitivi nel mercato del lavoro.
LAB.MECCANICA LAB.ELETTRONICA
Dobbiamo essere arrabbiati con chi ha permesso e permette ancora oggi, che le nostre competenze andassero affidate a ditte esterne pagate 3 volte tanto, solo per menefreghismo; a chi si è presentato alla corte dei DS e DSGA offrendosi come umile servitore (tutto fare) al fine di raggiungere il proprio traguardo personale, diverso dal fare il proprio lavoro,e potremmo continuare ancora per molto ma bastano questi 2 esempi. La parola d’ordine per troppi anni è stata: ma si che mene frega, tanto…. “mi vado a fare le commissioni esterne, tanto sto all’ufficio tecnico, tanto sono di aiuto alla segreteria” ecc…
Oggi cari colleghi, i precari AT stanno pagando il prezzo più alto di questo modo di agire (di alcuni) a dir poco controproducente, con la perdita del posto di lavoro, perché così facendo si è dato ragione a quanti volevano dimostrare che, più di ogni altra, la figura dell’AT non serve. E così già dall’anno scorso, ma ancor di più quest’anno anche gli AT di Ruolo si accorgeranno del grave danno che hanno fatto tacendo e accondiscendendo a tutte le scelte operate da governi e sindacati. Non a caso, la riforma che ancora non è andata a regime taglia le ore di laboratorio in ogni genere d’Istituto, dai licei (dove scompaiono totalmente) ai professionali e tecnici . Se ancora credete che queste parole non vi tocchino perché siete di Ruolo guardate quei colleghi che già da quest’anno con 20/30 anni di servizio essendo perdenti posto sono stati spostati in scuole a 20/30 Km da casa. Iniziate a chiedervi nel vostro Istituto, quest’anno con ”l’ultima” (speriamo lo sia davvero) trance di tagli, quanti posti salteranno e poi provate a contare quante ore di laboratorio resteranno quando la riforma Gelmini andrà a regime, vi accorgerete che forse non avrete più la certezza di restare dove credevate ormai nessuno vi potesse più smuovere. Noi vogliamo che tutti gli AT prendano coscienza di questo e una volta fatto si sia tutti concordi che se ci si vuole difendere da tutto questo bisogna che ci si faccia valere, che ci si riappropri del ruolo che ci compete.
Tutto questo sarà possibile solo facendoci riconoscere la nostra professionalità, la nostra esperienza e mettendola al servizio della scuola: dei laboratori. Laboratori che devono essere aperti, funzionanti ed efficienti, e mai si dovrà più sentir dire da qualcuno che essi non funzionano o addirittura che sono chiusi. Casi del genere vanno denunciati ne va del nostro futuro e di quello degli studenti. Una delle azioni di cui siamo a conoscenza e che punta a ridare agli AT quanto gli è stato tolto o si sono lasciati sottrarre è il progetto Icesberg. Invitiamo tutti i colleghi AT a prenderne visione ed informarsi qui, e se lo riterranno opportuno a prenderne parte .
La Redazione





[...] fonte: Tanto i laboratori non funzionano, parola di fiction! – VoceATA … Articoli correlati: Nuove superiori: pregi e [...]
A Torino il segretario regionale UIL scuola è Diego Meli di professione ass. tecnico, andate a chiedere a Diego perchè Antonello Lacchei responsabile politiche ATA UIL è la vera controparte degli ass. tecnici?
Infatti era perfino contrario all’innalzamento del titolo di studio per l’accesso al profilo A.T.
Ciao Paolo grazie per il commento che fa emergere, se abbiamo capito bene, qualcosa che Noi volutamente abbiamo taciuto nell’articolo. Volutamente perchè speravamo che fossero i lettori a sollevare quest’altro grande nostro handicap.Infatti siamo pienamente in sintonia con le tue parole se esse vogliono evidenziare che i primi nostri nemici sono proprio coloro che dovrebbero fare i nostri interessi. Questa è la cosa + scandalosa che possa esserci. Noi di VoceAta lo sottolineamo da sempre ma è importante che ora lo rilevino e lo sottolineino anche gli altri in modo che sempre più persone ne prendano coscienza. Noi lo abbiamo fatto tantissimo tempo fa ed è per questo che tutte le nostre iniziative (ultima quella per la stabilizzazione) non solo sono partite da noi senza l’appoggio di nessuno ma soprattutto (vedi ricorso Ruolo) sono partite moltissimotempo prima che lor signori iniziassero a diffonderle. In più ogni collega vicino a VoceAta da sempre non perde occasione per ribadire queste cose nelle assemblee e in ogni luogo dove i nostri cari “sindacati” sono presenti. La cosa più brutta è che quando lo facciamo restiamo sempre gli unici a parlare e a esporre queste cose, la massa tace vergognosamente perchè si preferisce fare gli struzzi…
Cordialmente VoceAta
Quello che avete detto è una sacrosanta verità, ma non sono solo quelli di ruolo a comportarsi in modo scorretto in modo da tagliare ulteriormente i posti di lavoro, ma anche chi non lo è ed è questo il punto più dolente della vicenda, persone che si sentono talmente piene di sè senza un briciolo di umiltà, sopratutto in questo periodo di crisi nera del lavoro, fanno sì che in alcuni casi per evitare che quella persona ritorni in quel posto lo eliminano dichiarando che non serve più e per spiegarmi meglio i DS non richiedono più quel posto. Disgraziatamente ho vissuto in prima persona questo tipo di vicenda, no, non sono io quello che fa perdere posti anzi, ma qualcuno che conosco e che continua a comportarsi in modo spavaldo perderà anche il posto dove lavora oggi. Peccato che la situazione è un pò come tra moglie e marito, lui è sempre l’ultimo a sapere che è cornuto o forse non lo saprà mai. Comunque mi rendo conto che è difficile rapportarsi con i propri colleghi sopratutto se questi non hanno mai imparato cos’è l’umiltà di ascoltare il prossimo.
Per cui basta anche solo il comportamento sbagliato per far perdere posti e di questo alcune volte bisognerebbe soffermarsi e rifletterci sopra.
Un caro saluto a tutti
Carlo Buccino
Condivido in toto gli articoli postati: dunque attiviamoci perche’ i laboratori funzionino al meglio e stiamo nei laboratori. La Litizzetto meriterebbe una bella lettera di protesta da parte di noi tecnici perche’ si è fatta portavoce di una campagna mediatica portata avanti dal ministero per giustificare i tagli perpetrati ingiustamente nei confronti della categoria.Anche se in alcuni istituti i colleghi di ruolo (alcuni purtroppo ex collaboratori scolastici passati dalla provincia alla scuola) sminuiscono con comportamenti, atteggiamenti poco professionali la figura delll’assistente tecnico, spetta a noi quindi l’arduo compito di farci apprezzare professionalmente.
“Il pesce impuzzolisce dalla testa” ed è così che molti laboratori non funzionano perchè i dirigenti delle scuole non sanno o non vogliono attivarsi in modo da farli funzionare. Io lavoro da dieci anni a tempo determinato come AT di microbiologia, in una scuola professionale dotata di molti laboratori, tutti efficienti e funzionanti. Vero è che tenere attivi dei laboratori occorre molto denaro impegno e professionalità da parte di tecnici, ITP e direttori di laboratorio, per questo non tutti i dirigenti scolastici sono in grado di gestire tutto questo, spesso è più comodo per loro avere un laboratorio fantasma e richiedere un tecnico che poi lavora come amministrativo in segreteria, come spesso accade qui da noi. Per forza poi si sparge la voce che i tecnici non fanno niente…
Bè l’articolo di Voce Ata distribuisce le colpe un pò a tutti, e certamente non sbaglia, io sono un AT di ruolo da quasi 19 anni, e vi assicuro di aver lavorato con molta professionalità, dedizione ed impegno, così anche gli altri AT di ruolo della mia scuola. Eravamo convinti che la difesa del nostro posto passasse dalla difesa della professionalità del nostro ruolo. Morale della favola: l’anno scorso ci hanno tagliato 2 posti di AT ( 1 di ruolo) per gli effetti della legge brunetta fregandosene bellamente della professionalità dimostrata. A chi oggi ancora dice che bisogna difendere la ns professionalità come panacea per la difesa dei posti rispondo: pia illusione. Un’utopia ormai. Certo che bisogna essere professionali, ma toglietevi dalla testa che lo si debba fare perché un giorno qualcuno lo riconoscerà. E poi, se vogliamo essere sinceri, in questi anni di ruolo spesso ho avuto modo di avere molti colleghi AT precari a fianco (negli ultimi 2-3 anni sempre di meno, nella mia provincia li hanno praticamente cancellati) e mai nessuno ha mostrato impegno, entusiasmo, attaccamento al mestiere… la colpa è pure di loro…. detto questo solo per completare il quadro delle colpe… esercizio per altro inutile, concordo…
Concordo pienamente con le considerazioni di Andrea.
Ma mi sono chiesto perché una così bassa considerazione per una funzionalità così importante come quella dei laboratori; il laboratorio contribuisce notevolmente alla professionalità di un allievo. A chi serve un laboratorio? Le attività di laboratorio le sceglie l’insegnante che ne usufruisce ed è lui essenzialmente che ne determina la qualità soprattutto se di quel laboratorio è il responsabile. Il tecnico è a disposizione dell’insegnante e ha il dovere di preparare la strumentazione che l’insegnante richiede per l’attività programmata. Quando non si attiene a questi doveri il docente responsabile del laboratorio può proporre al preside tutta una serie di conseguenze che partono dal richiamo verbale in su.
Per la maggior parte degli studenti meno proponi di fare più sono contenti e non si rendono conto che perdono un importante opportunità per imparare. Per le loro famiglie è importante solo che a fine anno venga promosso. Quindi per un’insegnante svogliato è sufficiente assegnare voti dalla sufficienza in su per non avere problemi. Quindi il numero delle esercitazioni di laboratorio annue può anche essere ridotto al minimo necessario e la qualità delle stesse altrettanto in quanto pochi studenti vorrebbero faticare di più. Questi comportamenti sono quelli che necessitano meno impegno e contemporaneamente, proprio perché rendono tutti più contenti, assicurano che la maggior parte degli studenti scelga quella scuola. Un Preside volenteroso avrebbe vita difficile se cercasse di cambiare questo meccanismo. Ecco che la stima dell’opinione pubblica nella qualità scolastica si riduce quindi anche per i tecnici e i collaboratori scolastici che spesso essendo a disposizione della scuola per intervenire quando serve appaiono inoperosi.