Riteniamo molto interessante questa lettera inviata da un’insegnante precaria all’unità.it perchè sicuramente ci si rispecchieranno la totalità dei docenti precari. Ma crediamo non sia difficile, anche per il personale ATA, trovare degli elementi di condivisione comuni.
Viviamo in un Paese incredibile! Un Paese dalla memoria corta, molto corta? O un Paese in cui la “rimozione” è il più facile dei meccanismi? Il risultato è comunque lo stesso e sembra riguardare un’ampia fascia dei suoi cittadini, anche tra coloro che forse della memoria, a partire ovviamente da quella storica, dovrebbero essere i baluardi. Mi riferisco a quella categoria di cittadini di cui faccio parte, quella degli insegnanti, in particolare quella degli insegnanti precari. Sarà la condizione di precarietà ad affievolire la nostra memoria? Non lo escludo, anzi credo che questo strano fenomeno di memoria corta o di rimozione sia semplicemente il risultato di uno spirito, purtroppo naturale e banale, di sopravvivenza. Continua la lettura qui.


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