Home > news ATA > Dal Presidente del Consiglio all’USP di Catania: in Italia si difendono i condannati!
16 maggio 2011 alle 7:00

Ogni giorno che passa ci chiediamo continuamente, ma in che paese viviamo?, dopo i decreti 824 e 825 del Presidente del Consiglio dei Ministri per reintegrare due consiglieri, candidati al consiglio comunale di Napoli,  nonostante  le condanne per peculato o per associazione mafiosa, pare che l’ USP di Catania metta in atto strane manovre per reintegrare 18 aspiranti presenti nella graduatoria degli Assistenti Amministrativi condannati in 1 grado per dichiarazione mendace.

Una nostra amica e collega di Catania, con un comprensibilissimo sfogo, ci mette al corrente della situazione nella quale si trova: “oltre i tagli della gelmini i 33 posti in organico in meno a beneficio dei CS, CI DOBBIAMO DIFENDERE DALLE MALEFATTE DELL’USP di catania che tutela i condannati.”

Il fatto in questione è il seguente: le graduatorie provinciali provvisorie sono già disponibili e pubblicabili il 16 maggio nonostante la nota del miur Prot. n. AOODGPER 3912 ne stabilisca la prenotazione a partire dal 10 giugno. La stranezza non sembra essere il fatto che l’usp di Catania abbia bruciato le tappe (notoriamente uno degli uffici più lenti in Italia nel produrre le graduatorie ) ma il fatto che fossero presenti nella graduatoria degli Assistenti Amministrativi, 18 aspiranti che sembrano essere stati condannati in primo grado per dichiarazione mendace.  Siccome l’avvocato della nostra amica  prevedeva di farli sbattere fuori dalle graduatorie entro il 31 luglio qualora se ne fossero presentate le condizioni, prima delle convocazioni che solitamente si tengono l’ultima settimana di agosto, noi ci chiediamo chissà perchè questo usp è stato cosi solerte.

Da

29/04/2011

False dichiarazioni per salire in graduatoria

I sedici imputati si sono opposti al decreto penale di condanna già emesso.
Il Codacons s’è costituito parte civile nel processo

Falsificavano le autocertificazioni per guadagnare posti in graduatoria e scavalcare così chi aveva acquisito più diritti di loro. Adesso sedici persone, tutte appartenenti al personale Ata della scuola (il personale amministrativo tecnico e ausiliario) dovranno rispondere in Tribunale dei reati di truffa e falso ideologico. I fatti si riferiscono al concorso bandito dall’Ufficio regionale scolastico nell’anno 2006/2007 per l’inserimento nella graduatoria provinciale permanente del personale Ata. Nella maggior parte dei casi gli imputati hanno auto-dichiarato falsamente di aver svolto attività da lavoro dipendente in scuole private per un numero di ore superiori a quelle effettive. In questo modo “saliva” la posizione in graduatoria e, di conseguenza, la possibilità di vincere il concorso.
Chi è stato penalizzato da questa situazione ha presentato un esposto-denuncia in Procura dando così il via ad un procedimento che si era concluso con un decreto penale di condanna. Ma sedici dei diciassette indagati si sono opposti al decreto, cosa che ha comportato successivamente l’apertura di un processo in Tribunale, processo in cui si è costituito parte civile anche il Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e consumatori) tramite gli avvocati Isabella Altana e Floriana Pisani.
La cosa assurda è che non si potrà celebrare un unico processo, visto che i fatti sono gli stessi, le accuse pure e anche i testimoni. Al massimo, verranno trattate assieme le posizioni di due-tre imputati, con inevitabili disagi per chi sarà chiamato, di volta in volta, a testimoniare. Fino a questo momento è stato incardinato uno di questi processi a carico di Caterina D’Aquila e Roberta Terrasi (davanti al giudice Alfredo Cavallaro). Secondo l’accusa, le due imputate, difese dagli avvocati Sergio Chiarenza e Francesco Mangione, nel 2006, avrebbero rilasciato, all’Ufficio Scolastico Provinciale di Catania (ex provveditorato agli studi), false dichiarazioni, al fine di ottenere una più favorevole collocazione, nella graduatoria del personale Ata.
La denuncia presentata dai “sorpassati” in graduatoria è stata riscontrata in sede di indagini preliminari condotte dalla guardia di finanza dai dati dell’Inps che hanno fatto emergere i reati di falso ideologico e truffa.
Da segnalare che nonostante il processo, la graduatoria non è cambiata per le imputate e che i quali si trovano nuovamente inseriti con il punteggio illegittimamente dichiarato e maturato. L’ufficio scolastico regionale aveva in un primo momento invitato l’ufficio scolastico provinciale a prendere provvedimenti disciplinari “di natura espulsiva” nei confronti del personale coinvolto, poi aveva deciso di sospendere “in attesa della definizione del procedimento penale…”. 

c. g.

 

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