Home > In evidenza, news mondo scuola generali > SCUOLA. PROPOSTA PDL: RICORRERE A PRIVATI PER SOSTEGNO DISABILI
19 maggio 2011 alle 7:30

Senato della Repubblica – N. 2594

DISEGNO DI LEGGE
ART. 1.
1. I dirigenti degli istituti scolastici e dellescuole di ogni ordine e grado sono autorizzati
a definire progetti, con la collaborazione di privati, per il sostegno di alunni con disabilita`, anche ai fini dell’elaborazione e dell’attuazione dei Piani educativi individualizzati
di cui all’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 6 aprile 1994, nonche´ delle misure educative
e didattiche di supporto di cui all’articolo 5 della legge 8 ottobre 2010, n. 170, ivi inclusa
la stipula di apposite polizze assicurative a carico dei soggetti privati per la copertura
dei rischi correlati all’impiego di personale o di consulenti privati esterni alla scuola.
2. L’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Ancora una volta è dimostrato  che l’ultima cosa che importa in Italia è la “scuola pubblica”.  Noi con tutte le nostre forze ci sforziamo ogni giorno di credere che non sia vero che ci sia un piano che va avanti da anni al fine di sgretolarla e renderla praticamente inutile (magari per favorire le private o magari solo per renderci tutti incapaci di pensare…Nda). Purtroppo quando leggiamo queste cose anche i più ottimisti devono arrendersi…Il problema risiede nel fatto che il sostegno ai disabili, prima delle riforme, non diciamo eccelleva ma FUNZIONAVA!! come pure la scuola primaria (un fiore all’occhiello da fare invidia a tutta Europa), o come l’istruzione professionale e tecnica. Poi sono arrivate le riforme fino all’ultima della Gelmini: quella EPOCALE, e ci siamo ritrovati senza più tempo pieno e insegnanti VERI d’inglese  alle primarie, senza più pratica nei laboratori alle superiori (i laboratori e il personale tecnico per farli funzionare costano troppo Nda) e ovunque senza insegnanti di sostegno. Chiunque avrebbe capito che il sistema così non poteva funzionare, che a furia di sottrarre personale che se c’era era perchè serviva e non perchè, con la scusa infelice che : “In Italia ci sono più bidelli che carabinieri” si è voluto far credere che quella gente, quei lavoratori, quasi quei posti li aveva rubati. Ma le bugie si sa hanno le gambe corte e nonostante ci siano voluti i tribunali, la verità (per chi la sa cercare) è venuta fuori: vedi sentenze TAR che hanno dichiarato illegittimi i tagli ATA o le migliaia di sentenza in cui il Miur è stato condannato proprio riguardo gli insegnanti di sostegno. La cosa bella è che a questo punto il vero criminale: il Miur (e tutti coloro che ci sono dietro da Gelmini a Tremonti ecc ecc) anche quando è stato smascherato-condannato,  anzichè fare la cosa più sensata: fare un passo indietro e ammettere che forse si era adoperata la forbice in maniera troppo frettolosa, ha tirato dritto per la sua strada ignorando qualsiasi sentenza. Così oggi a dimostrazione che lo scopo oltre che risparmiare era quello di distruggere “l’istruzione pubblica italiana” dinanzi ad una reale grave mancanza che il servizio “scuola pubblica” ha nei confronti degli alunni disabili, la risolve affidando ai privati la gestione del tutto. Ma come, se prima la scuola era in grado da sola di offrire un servizio decente e di soddisfare tutte le richieste, ed oggi si scopre che non riesce più a farlo per effetto della contrazione degli organici, per quale motivo non si ripristinano quegli organici che ancora una volta viene dimostrato servivono? Per quale motivo ancora una volta chi sceglie di mandare il proprio figlio ad una scuola pubblica deve poi scoprire che il servizio è erogato da  un privato? Che non sia questo l’inizio per abituare pian piano gli italiani all’idea che la dovranno dimenticarsi di una scuola pubblica VERA, in grado di permettere a tutti di accedere ai più alti gradi del sapere? Pensiamoci e soprattutto parliamone di queste cose anche con i nostri amici che non lavorano a scuola e che hanno figli e spingiamo loro a parlarne con altri. La scuola è un bene troppo prezioso al di là che noi perdiamo la possibilità di lavorarci.

La Redazione

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