Dopo che il comitato ProAta formatosi a Torino ha iniziato a battersi con ogni mezzo lecito contro coloro che stanno distruggendo la scuola pubblica, lasciando senza lavoro migliaia di precari e sottraendo sempre più diritti a chi è già di ruolo; ancora c’è chi sostiene che VoceAta sia contro i colleghi a Tempo Indeterminato. Purtroppo è facile giudicare dall’esterno per chi è abituato a pensare all’italiana: “se sto bene io stanno bene tutti”, “salvato il mio orticello quello degli altri può anche bruciare”. Il comitato è nato con il chiaro intento di smuovere il personale ATA, che da anni “dorme”, e cercare di fargli capire che se non si fossero difesi prima i diritti dei più deboli I PRECARI (che noi chiamiamo poverissimi) non era possibile nè giusto difendere quelli del personale di Ruolo (che noi chiamiamo poveri). Solo così partendo tutti sullo stesso piano: un contratto a Tempo Indeterminato si sarebbe potuti difendere i diritti che invece oggi continuano a toglierci. Coerenti con questo pensiero, lo abbiamo portato avanti anche quando si è trattato di essere impopolari, quando si è trattato di affrontare il Miur e i Sindacati sulla questione: “mobilità professionale” del personale a Tempo Indeterminato. Coscienti che tanti ci avrebbero etichettati come il male, come coloro che minano i diritti del personale a TI, noi, che per il 70% siamo formati da personale ATA a TI (SIA CHIARO UNA VOLTA PER TUTTE QUESTO) abbiamo deciso che si dovevano almeno evidenziare le falle e il tempo sbagliato di questa procedura che avrebbe provocato altri tagli mascherati di precari storici AA/AT. Per quanto tanti stentino a capire noi non siamo e non saremo mai contro il diritto dei colleghi a TI, ma stiamo mettendo il Miur e i Sindacati difronte al fatto che questa procedura intanto non è stata attivata come si doveva (ha falle giuridiche e il TAR Lazio lo ha confermato con la sospensiva a termine dell’anno scorso) e poi che indubbiamente il tempo scelto è completamente sbagliato. Allora ci dicano chiaro e tondo che lo hanno fatto per fare altri tagli e si smetta di prendere per il …. i precari. Di parole ne sono state spese abbastanza su questo argomento e non vogliamo certo continuarne a spenderne perchè non abbiamo da convincere nessuno. Chi ci conosce sa come siamo e cosa pensiamo, se sia vero ciò che diciamo e questo ci basta. Soprattutto rispettiamo le idee degli altri ma a differenza di tanti che ci scrivono noi non abbiamo mai offeso ma siamo stati sempre aperti al dialogo costruttivo, coscienti che non per forza debba portare ad una visione comune delle cose. Noi abbiamo fatto una chiara scelta da prima che i nostri colleghi PRECARI che curano il sito mettessero on-line VoceAta. La nostra scelta è stata quella di fare un passo indietro perchè ci siamo resi conto che la scuola (gli ATA in particolare) sarebbe stata distrutta. Riconoscendo questo, per noi, che siamo stati pure precari, era inaccettabile che colleghi (solo perchè a TD dopo 8/10/12 anni) potessero perdere il lavoro per effetto della contrazione degli organici: i tagli e per il diritto nostro a progredire di carriera! Per noi il diritto sacrosanto della progressione di chi a TI non può prevalere su quello alla stabilizzazione, di chi è tenuto indebitamente precario dallo Stato da 8/10/12 anni. Volevano riattivare la mobilità perchè in questi anni non è bastato l’art.59? Bastava immettessero prima in ruolo tutti coloro che ne avevano i requisiti e poi si sarebbe concorso per la mobilità sui posti rimanenti o su quelli futuri per i pensiomamenti. A coloro che sbagliando credono che siamo contro il diritto dei colleghi a TI e che ci dicono che lo facciamo perchè è più facile prendersela con loro che non con Miur e Sindacati: responsabili dei tagli, per noi lasciamo rispondere l’ articolo di Stefano Parola uscito ieri su la Repubblica di Torino. (Basta cliccare sopra l’immagine per ingrandirlo). Leggete bene e vedete se VoceAta ha paura di scagliarsi contro chi sta distruggendo i precari e sta già distruggendo anche il personale a TI. Peccato non essere stati capaci tutti gli ATA a TI a fare un passo indietro (rinunciare ancora per poco ad un diritto nostro: la mobilità) per difendere prima quello del posto di lavoro dei precari per poi insime lottare per la mobilità e per tutti gli altri diritti che intanto continuano a toglierci. Ma intanto che tutti gli ATA a TI, prendano coscienza di questo, diventiano sempre più precari per la sottrazione di diritti fondamentali: scatti, pensioni dignitose ecc ecc ma la lezione ancora non basta evidentemente…e allora sia quello che dev’essere ma poi ricordiamoci che è e sarà stata solo colpa nostra quando non avremo più garantito nulla!
La Redazione


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