Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di una collega precaria CS di Agrigento. La sola cosa che noi di VoceAta vogliamo sottolineare è che unici responsabili di tante sofferenze e disparità non è chi, al pari dei precari ATA cerca di sopravvivere in qualche modo (in questo caso si citano i lavoratori socialmente utili) bensì lo Stato e i Sindacati… e non aggiungiamo altro perchè è stato già detto tutto sull’argomento.
Oggi 6 settembre 2011 sto trascorrendo la giornata come al solito,telefonando ai colleghi per aggiornarmi sulle ultime notizie dal csa di Agrigento e guardando sul compiuter le notizie su noi precari.Purtroppo non c’è nessuna novità per noi eterni precari ata, i cosidetti bidelli. Ho letto che il 12 settembre ci sarà comunicato il calendario su un eventuale incarico a tempo determinato,perchè ancora debbono sistemare i miei colleghi di ruolo in utilizzazione . Sta per iniziare l’anno scolastico e ancora debbono sistemare i perdenti posto. Mi sembra di vivere in un bruttissimo incubo, fino ad oggi non sono riusciti a sistemare i loro parenti e amici nei posti che desiderano, nelle scuole più vicino a casa loro quindi anche quest’anno per noi bidelli precari ci sarà l’incubo Lampedusa.Caro collega, oltre a questa situazione io disoccupata dal 30 giugno 2011 non ho ancora percepito la dovuta disoccupazione, perchè gli impiegati dell’INPS sono andati in ferie.Sono molto demoralizzata e nervosa pensando nelle altre provincie d’Italia con il mio punteggio 67.50 i miei colleghi bidelli hanno avuto il ruolo e io no. Posso solo aspettare qualche breve supplenza breve. Nessuno di noi ha il coraggio di denunziare questa situazione opprimente. In più ho saputo oggi che i socialmente utili da ieri sono già rientrati a lavorare nelle nostre stesse scuole, a questo punto ci si chiede perchè loro si e noi no? non siamo forse tutti lavoratori con uguale diritto al lavoro? o c’è chi ha più diritto e chi meno? . Io vi chiedo di aiutarmi a rimuovere e denunciare questa situazione nella provincia di Agrigento.Cordiali Saluti.


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