Home > news dal mondo > BASTA AD OGNI GIORNO LA SUA PENA
17 dicembre 2011 alle 7:00

Riceviamo e pubblichiamo:

Interessante annotare che, a seguito di molte proteste, tra cui anche le
ripetute petizioni in giro su face book:
http://www.facebook.com/#!/pages/PETIZIONE-MANOVRA-FINANZIARIA-LA-CHIESA-DEVE-PAGARE/251014558253467
e spedite anche via e mail  (Il sito di Micromega avrebbe in tal senso  già
raccolto ottantamila firme in sole due giorni per la petizione che prevede
il pagamento Ici degli enti religiosi, quando gli edifici sono adibiti ad
attività commerciali, sportive, sanitarie e turistiche,
didattiche-ricreative e alberghiere.  In tal senso, rendendo evidentemente
pubblica la voce della Chiesa, il Cardinale Bagnasco parrebbe rendersi
disponibile al dialogo per venire incontro al Governo italiano.
Ha un precedente storico in favore dell’Italia nelle parole non esplicite
ma nascoste di Napoleone III il 10 gennaio del 1859: « Il nostro paese,
piccolo per territorio, acquistò credito nei Consigli d’Europa perché
grande per le idee che rappresenta, per le simpatie che esso ispira. Questa
condizione non è scevra di pericoli, giacché, nel mentre rispettiamo i
trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti
d’Italia si leva verso di noi! » parlando delle sorti dell’Italia, che
voleva divenire unita e liberarsi dal giogo austriaco, anche a merito,
sembra, delle grazie della Contessa di Castiglione. Allo stesso modo, in
favore dell’Italia, “il piccolo paese della Chiesa in terra”,
attraverso il Cardinale Angelo Bagnasco, ha trovato parole non esplicite, ma
di apertura di dialogo dal convegno dell’Ucid (Unione Cristiana
Imprenditori Dirigenti),  svoltassi a Genova, sembrando far intendere che la
Chiesa di Roma sarebbe disponibile  ad aiutare l’Italia e gli italiani,
oggi, in questo momento di crisi economica, rivedendo gli accordi che la
esentano dal pagamento dell’Ici in luoghi appartenenti ad enti o autorità
religiose anche se in alcuni casi, destinati ad attività commerciali:
«Come è noto – ha detto Bagnasco – la legge prevede un particolare
riconoscimento e considerazione del valore sociale delle attività degli
enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica, e quindi anche di quegli
ambienti che vengono utilizzati per queste specifiche finalità di carattere
sociale, culturale, educativo. Ha voluto specificare che- laddove si
verificasse qualche inadempienza, si auspica che ci sia l’accertamento e la
conseguente sanzione, come è giusto per tutti. Per quanto riguarda
eventuali punti della legge che avessero bisogno di qualche puntualizzazione
o precisazione non ci sono pregiudiziali da parte nostra, per poter fare
queste precisazioni nelle sedi opportune. La giustizia non ha tempo né
luoghi, quindi va bene in qualunque momento. Se c’è qualche punto che deve
essere precisato – ha poi concluso – si precisi». Forse anche nella
convinzione che il Governo italiano non voglia commettere, nei confronti
della Chiesa, un atto simile a quello della famosa “Breccia di Porta
Pia”, facendo breccia nei decennali diritti della Chiesa stessa ed
infliggendo, insomma, un’altra spina nel fianco alla Chiesa Cattolica
Apostolica Romana, che già fatica a restare in piedi in questo mondo in cui
la divinità non sembra più trovare posto. Intanto però la questione si
dibatte in Parlamento, dove venti deputati del Pd hanno presentato una
mozione con la proposta di far pagare al Vaticano almeno il 30% dell’Ici che
gli spetterebbe di versare, mentre invece non sono d’accordo, definendola
“iniqua tassazione della solidarietà” i cattolici del Terzo Polo, decisi a
difendere il diritto della Chiesa di non pagare l’Ici. Arriva anche da
Futuro e Libertà una proposta, e cioè di ricercare una soluzione
attraverso una commissione Stato-Chiesa. Occorrerebbe non dimenticare che,
quando S. Francesco D’Assisi si presentò davanti ad Innocenzo II, a piedi
scalzi, venne, da prima, mandato via. Ma il Papa, che era uomo intelligente,
lo fece richiamare, rendendosi conto del fatto che la povera veste di
Francesco avrebbe potuto restituire alla Chiesa in terra dell’epoca quella
dignità che tutti gli orpelli e le eleganti vesti degli abiti ecclesiastici
non erano stati capaci di conservarle. Anche Madre Teresa di Calcutta è
stata  ascoltata dai potenti della terra, pur se con le sue povere vesti,
vestita dell’ardore di un Credo autentico che brillava come un fuoco anche
alla luce del sole, chiedeva per i poveri, per gli umili, per i diseredati,
per i malati e per i morenti. Noi, invece, come al solito, chiediamo per
possedere qualcosa in più. Chiediamo dunque alla Chiesa che paghi l’Ici
per noi? Non sarebbe più giusto chiederle di prendere il denaro risparmiato
sull’ICI e dare da bere ai bambini assetati del mondo e dare da mangiare
ai bambini del mondo che muoiono di fame? Perché nessuno si è mai
scandalizzato del fatto che ciò non accada? Facciamo dunque una petizione
perché il denaro risparmiato dalla Chiesa sull’Ici si trasformi in un
aiuto per chi, nel mondo, ha davvero bisogno. Fuori dell’Italia, ma anche
nell’Italia stessa. Mi piace di concludere con le parole
“cherigmatiche” di Matteo 6,25-34, a proposito delle :Le preoccupazioni
25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa
mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi
vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?
26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono
in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di
loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola
alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire?
Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non
filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria,
fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l’erba
dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di
più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo:
“Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” 32 Perché sono i pagani
che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete
bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di
Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in
ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a
ciascun giorno il suo affanno.”

Bianca Fasano

Ciò che risparmia la Chiesa sull’Ici sia distribuito ai poveri del mondo,
anche italiani.

firmiamo la petizione
http://www.firmiamo.it/per-i-poveri-del-mondo

Filed under:news dal mondo by VoceATA | Tags: , , , ,

Articoli simili

Una risposta a “BASTA AD OGNI GIORNO LA SUA PENA”

  1. La mobilità verticale è stata respinta dalla funzione pubblica e dal MEf. Il miur sta cercando di farla passare. Possiamo fare qualcosa per far ciò che non avvenga?

Lascia un commento

*

Cerca

Calendario

dicembre: 2011
L M M G V S D
« nov   gen »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Fratelli d’Italia ?

"Fratelli d'Italia?", il libro dell'informatissimo anonimo sulla secessione della Padania che sta facendo tremare il Palazzo, e non solo.
Non a caso le vicende raccontate nel libro stanno trovando conferme nei fatti degli ultimi mesi.

Articoli recenti

Guarda i video

Tg2.it Assistenti Tecnici

Brunetta ai precari:”Questa è la peggiore Italia”…e va via senza rispondere!

“Il giorno prima” – Preghiera di Celentano sul nucleare (anteprima Annozero 17/03/2011)

chi ci linka